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Gazzetta del Mezzogiorno, 2 giugno 2020

Bari, una «Archimake» per architetti e designer.

Sebastiano Canzano e Francesco Marella lanciano la «community» in cui far circolare la creatività, i rapporti umani, gli eventi. 

 

BARI - La teoria sottesa alla Nascita delle Human Relations (1920) è che l’impresa non è una Organizzazione Scientifica del Lavoro (Taylorismo e OSL) che prescinde dalle persone, ma è proprio creata dalle persone che la compongono a tutti i livelli e delle relazioni che si instaurano tra di esse, generando un «clima», un humus umano ed emotivo capace di influenzarne la resa, la performance. Inoltre con gli studi di Elton Mayo prima e poi con Maslow ed Herzeberg, si è compreso che il lavoro non risponde solo ad un bisogno di sicurezza economica delle persone, ma che attraverso di esso le persone realizzano bisogni di scala superiore, tra cui stima, appartenenza, status e realizzazione.
Esiste, quindi, tutto un contesto di lavoro e del «contributo individuale», ovvero del contenuto del lavoro, del bisogno di senso, condivisione e connessione tra persone (bisogni motivanti). Si arriva così alla motivazione delle risorse umane, che nasce dalla capacità di rispondere ai bisogni delle persone di natura fisica e psicologica. Ed è proprio questa la tesi dalla quale nasce il team di Archimake, composto da persone che collaborano in un creative hub rivolto alla progettazione, coordinamento, controllo e comunicazione del progetto.

   

In Archimake si lavora in uno spazio reale in cui confrontarsi e convergere e l’obiettivo finale è quello di vendere prodotti finiti tramite l’utilizzo degli strumenti comunicativi che riportano soprattutto ad un contatto personale, intimo tra le persone. Una squadra di professionisti legati al mondo dell’architettura e della progettazione, della comunicazione e del design capace di creare sinergie e contatti con l’esterno. Sebastiano Canzano Francesco Marella sono gli amministratori di Archimake, questa community di architetti e designer, che ha sede a Bari in via Nicolai 16.

 

I fondatori presentano sul sito (www.archimake.it) la nascita dell’iniziativa che corona un sogno di dialogo tra le professioni, «uno spazio come ce ne sono in Europa, in cui far circolare la creatività, i rapporti umani, gli eventi, il senso dell’aggregazione».

 

Emanuela Megli che fa parte del team porterà avanti, ad esempio, alcuni «dialoghi» capaci di permettere ai professionisti di esprimersi al meglio:«Il nostro approccio all'azienda ci porta a sviluppare l'esperienza su "comunicazione e relazione" tra persone e gruppo, come facilitatori del cambiamento del paradigma relazionale anche in ambito lavorativo: dal modello autoritario (comunicazione Top down/ verticale del passato e/o lassista attuale, ad autorevole (Bottom- up/ orizzonatale leadership) basata sull'esempio, sul dialogo, e sulla comunicazione assertiva e orizzontale, in cui il conflitto è accolto e gestito senza "rompere" la relazione, ma come strumento di crescita e di comprensione reciproca».

Allo stesso modo quindi, anche gli ambienti lavorativi delle nuove organizzazioni devono ripartire da una progettazione che nasce attorno ai bisogni della persona e dei contesti, nel rispetto e nella valorizzazione dell'identità aziendale. 

«Per completare il processo di innovazione su coesione, benessere organizzativo e senso di comunità- continua la Megli- era necessario richiamare una disciplina interdisciplinare come l'architettura e questo è avvenuto con Archimake».

Due i progetti in programma ad Archimake: da un lato il corso «Il benessere nei luoghi di lavoro attraverso l'architettura e la gestione delle risorse umane», dall'altro la mostra fotografia «Le cose in Casa» di Alessandro Cirillo, un viaggio nella quotidianità, partendo da un attento sguardo sull'esistente riscoperto in questo periodo 

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